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CIR Asfalto. È stato un Actronics Rally della Marca da 9.0

Cronoprogramma rispettato al minuto e nessun incidente di rilievo.
Ebbene sì, è stato un Actronics Rally della Marca da 9.0 come i suoi novanta partenti. Il giorno dopo ci si può dare una pagella con il voto alto, quasi l’agognato e irraggiungibile “dieci” di Alessandro Borghese in “Quattro Ristoranti”. La cucina del Motor Group ha servito un’ottima 38a edizione nonostante qualche tensione sotto traccia, inevitabile quando si organizza una tappa di Campionato Italiano (Rally Asfalto), e nascondendo qualche pecca qua e là che solo gli addetti ai lavori sanno scorgere con il loro fiuto di mestiere. E allora noi, che non siamo chef, ci produciamo in “quattro complimenti”. 
DIREZIONE. Complimenti ai “dinosauri” Walter Robassa e Alberto Riva, l’ennesima dimostrazione di professionalità nel guidare la corsa con autorevolezza e disciplina. Complimenti ai cronometristi di Treviso, sempre una garanzia di efficienza sotto la guida dell’ormai non più giovane (nemmeno lui) Alessandro Traldi. Complimenti agli ufficiali di gara e ai commissari di percorso, perché se tutto fila liscio vuol dire anche che la squadra ha lavorato bene e all’unisono. Complimenti agli equipaggi, nessuno ha fatto “harakiri”, non ci sono stati incidenti di rilievo sulle prove speciali, tranne l’inevitabile repertorio di toccatine e noie meccaniche, perché quando si va forte l’errore o la rottura è dietro l’angolo. 
FONTANA. A parte gli eroi di casa, sempre osannati a prescindere, se c’è un pilota che ti fa piacere vedere sul gradino più alto del podio è proprio Corrado Fontana, che la vittoria al Rally della Marca l’ha inseguita per dieci edizioni, dopo quattro secondi posto, due volte terzo, due volte ottavo e un ritiro. Il comasco è di quelli che non hanno mai una parola fuori posto, non si deprimono né si esaltano. Ieri sprizzava gioia e soddisfazione sul palco di Conegliano, ma nulla sopra le righe, come del resto il suo impeccabile navigatore Nicola Arena. 
BATTISTOLLI. Come tutti i buoni genitori, papà “Lucky” spera che il figlio faccia meglio di lui e arrivi a traguardi ancora più prestigiosi. Sono in tanti a sperare che succeda, chiunque sia appassionato di rally non vede l’ora di veder sbocciare un virgulto nostrano in ambito internazionale. Gli ingredienti ci sono tutti: umiltà e talento, l’ombra saggia paterna, un mentore come Giandomenico Basso e sul sedile di destra Simone Scattolin, gigante anche nelle note. 
SIGNOR. Un terzo posto ci può stare per l’idolo di casa “Batman” Marco Signor e il suo fedele “Robin” Patrick Bernardi, che venerdì alla partenza aveva già parlato come l’oracolo di Delfi: “Non siamo a posto”. Il risultato del Marca colloca il driver trevigiano al comando provvisorio del Cira, solo 2,5 punti di vantaggio su Simone Campedelli che ha deciso qui per lo scarto, ma nel loro duello ravvicinato e carico di pathos, la pressione si sposta da uno all’altro. 
EXCUSATIO. “Excusatio non petita, accusatio manifesta”. O magari sì, le scuse qualcuno potrebbe richiederle agli scribacchini media. Può capitare di aver sbagliato un nome, di aver interpretato male qualcosa, sempre in buona fede però. E soprattutto di aver certamente trascurato X-Y-Z parlando dei soliti noti. Ma così vanno le cose, nei rally come altrove. Faremo senz’altro meglio al prossimo Marca!
Fonte: Ufficio Stampa – Carlo Ragogna
Foto: ACI Sport

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